Arte e sensualità nelle case di Pompei: la mostra al Parco Archeologico di Pompei

Arte e sensualità nelle case di Pompei: la Mostra

La mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, un’esposizione di opere con scene sensuali nelle domus di Pompei, è in programma al Parco Archeologico di Pompei fino al 15 Gennaio 2023.

Stupore, curiosità, imbarazzo sono tra le emozioni che archeologi e visitatori hanno provato dinnanzi a pitture e sculture da Pompei e da altri siti vesuviani sin dalle prime scoperte nel ‘700.

Particolare del Gruppo scultoreo ermafrodito e satiro esposto alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” al Parco Archeologico di Pompei.

Con l’avanzamento degli scavi diventava sempre più evidente che immagini dal contenuto sensuale ed erotico, caratterizzavano tutti gli spazi della città, dalle case private alle terme, da osterie e bettole oscure, agli spazi pubblici della collettività.

Tra le ultime scoperte, che hanno suscitato molto interesse, la casa di Leda e il cigno e il carro cerimoniale con decorazioni erotiche di Civita Giuliana.

La mostra è sponsorizzata da American Express e da Hotel Caruso A Belmond, Hotel Amalfi Coast di Ravello.

Sensualità nelle case di Pompei

Con un pubblico molto eterogeneo, proveniente da tutto il mondo, che in questi mesi sta tornando a Pompei, la domanda di come spiegare l’onnipresenza della sensualità nell’immaginario di Pompei è più attuale che mai.

Una statua e degli affreschi in occasione della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” al Parco Archeologico di Pompei

A cura del Direttore Gabriel Zuchtriegel e dell’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, la mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” si propone di essere una “chiave di lettura” che aiuti il pubblico a comprendere meglio quello che si vede nel sito.

L’intervista al Direttore Gabriel Zuchtriegel

Il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel ha dichiarato:

“In questi tempi di emergenza pandemica e di guerra, la mostra vuole essere un inno alla resilienza del bello, ma lo vuole essere in una prospettiva storica, che ci aiuta a comprendere che anche in passato arte e immaginazione fossero intrecciate con relazioni e gerarchie sociali, culturali e politiche.

Che oggi possiamo ammirare a Pompei una città antica con affreschi, statue e arredi trovati nella posizione in cui furono seppelliti durante l’eruzione del 79 d.C., è un dono meraviglioso della storia che dobbiamo preservare e trasmettere alle future generazioni.

La mostra, che è quasi una specie di introduzione alla visita del sito, vuole contribuire a questo, valorizzando anche molte opere in deposito che in alcuni casi sono state restaurate e sottoposte a nuovi studi per essere esposti.”

L’intervista a Massimo Osanna

Il Direttore Generale del Musei Massimo Osanna ha dichiarato:

“L’obiettivo di una mostra è quello di raccontare, attraverso un filo conduttore, aspetti particolari di un’epoca, di un contesto storico, o individuare collegamenti tra più contesti. Ma devono nascere soprattutto da una ricerca scientifica e multidisciplinare in grado di condurre il visitatore alla conoscenza del passato.

Le dichiarazioni di Massimo Osanna in occasione della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” al Parco Archeologico di Pompei

In questo caso, la mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” consente di aggiungere al racconto, un pezzo inedito di storia del sito, frutto di recenti indagini e scoperte, che per la prima volta vengono mostrate al pubblico e in un ambito tematico dedicato.

E in più recano in se la storia di un complesso lavoro che ha visto coinvolte molteplici professionalità del Parco, ma anche Istituzioni e forze dell’ordine in un’attività di comuni intenti, come nel caso del carro di Civita Giuliana, in un’area oggetto di depredamento ad opera dei tombaroli.

Arte e sensualità nelle case di Pompei: Quali opere vedere

Il progetto della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” prevede, infatti, oltre all’esposizione alla Palestra grande un itinerario alla scoperta di vari edifici del sito caratterizzati da affreschi e riferimenti al tema, raggiungibili con il supporto dell’App My Pompeii, che include una sezione dedicata.

Un visitatore in occasione della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” al Parco Archeologico di Pompei

Tra le 70 opere in mostra, tutte provenienti dai depositi del Parco Archeologico di Pompei, anche i due medaglioni in bronzo con scene erotiche del carro cerimoniale da Civita Giuliana e il raffinato soffitto del cubiculum (stanza da letto) rinvenuto in crollo sul pavimento, poi ricomposto e restaurato, della Casa di Leda ed il cigno, e le 3 pareti del cubicolo della Villa di Gragnano in località Carmiano, ricostruito dopo il recente restauro.

Il nucleo centrale della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” ospita opere da Oplontis – Ermafrodito e Satiro e due coppie di Centauri – in un allestimento-installazione che cerca di ricostruire la dimensione esperienziale, quasi cinematografica, che evoca il contesto e l’immaginario antico.

ATRIUM

Si entra nell’atrium

Entrando in una casa romana, ci si ritrovava nell’atrium, una via di mezzo tra un cortile e una grande sala di accoglienza.

È la parte tradizionale della casa, non solo perché la sua forma risale a un periodo molto antico (VI-V sec. a.C.), ma anche perché era un luogo di culto ancestrale. Spesso qui era anche collocato l’altare dei Lari familiari, i numi protettori della famiglia.

Ancora nel 79 d.C., quando Pompei viene distrutta, in molti atri troviamo esempi dell’arte tradizionale romana, che esprimono i valori sociali e religiosi della società.

Al tempo stesso, però, l’atrio diventa anche uno spazio dove esibire opere di ispirazione greca, caratterizzate da una nuova sensualità, come per esempio le raffigurazioni di Narciso, il giovane innamorato della sua propria immagine, o di Priapo, dio dell’abbondanza e della fertilità di origini greco orientali che spesso vigilava su ingressi e giardini.

CUBICULUM

Il cubiculum: molto più di una “camera da letto”

Intorno all’atrium si dispongono le “camere da letto” (cubiculum) che però non servivano solo per dormire. Qui si studiava, si faceva la toilette, ci si ritirava per conversazioni intime, incontri erotici, ma anche per discutere di affari delicati.

La posizione del letto è spesso indicata da un rientro nel muro e dal disegno del pavimento. Nelle famiglie meno abbienti due o più persone dormivano in una stanza.

Le pitture che decoravano il cubiculum spesso richiamano l’atmosfera di intimità, sia tramite soggetti idilliaci sia tramite scene apertamente erotiche, come nel caso della villa del Carmiano.

Immagini esplicite, non solo nel Lupanare

Immagini di coppie durante il rapporto sessuale sono spesso associate a luoghi della prostituzione, come nel caso del Lupanare a Pompei. Ma si trovano anche in ambienti privati.

È il caso di una villa nel territorio tra Pompei e Stabia, in località Carmiano. Una delle stanze conteneva un ciclo di immagini erotiche.

Sappiamo dell’esistenza di una letteratura di carattere erotico e sessuale che si diffonde in ambito greco a partire dal III sec. a.C. e che doveva essere conosciuta anche a Pompei.

Le immagini, più che riflettere l’uso quotidiano dell’ambiente, potevano dare lo spunto per riferimenti più o meno colti a tale genere di letteratura.

Il Soffitto del cubiculum della casa di Leda e Il Cigno

Un esempio di raffinatissimo soffitto di una stanza da letto è quello rinvenuto in crollo sul pavimento della Casa di Leda ed il cigno, poi ricomposto e restaurato e facente parte dei recenti scavi lungo la via Vesuvio a Pompei.

TRICLINIUM

Lasciando la parte “ufficiale” della casa, incentrata sull’atrium, si entra nello spazio più intimo del peristilio, che evoca in vari modi la cultura greca, a partire dal suo elemento caratterizzante, il quadriportico, che viene proprio dalla Grecia e si diffonde in ambito romano solo negli ultimi secoli a.C.

Nel triclinium, che spesso si apre sul peristilio, chi se lo poteva permettere, celebrava lussuosi banchetti.

Ma a differenza della cultura greca classica, dove il banchetto era riservato ai soli cittadini maschi e a musiciste, danzatrici e prostitute ingaggiate per l’occasione, nel mondo romano l’erotismo è più virtuale che reale.

Immagini di bei ragazzi e ragazze alludono a incontri sessuali, che fungevano da sfondo per conversazioni e discussioni tra donne e uomini quali partecipanti del banchetto.

Per i “triclini invernali”, lo scrittore e architetto antico Vitruvio suggerì l’uso di pannelli a sfondo nero, onde evitare che si vedesse il fumo delle lucerne e candelabri. Dobbiamo, infatti, immaginare le sale da banchetto anche con la luce artificiale.

L’efebo lambadoforo (“colui che regge la lucerna”) aveva la doppia funzione di contribuire all’illuminazione e servire da velato riferimento all’omoerotismo greco durante il simposio.

In altre occasioni si usavano lucerne, che a volte erano decorate con scene erotiche simili a quelle che si trovano nella pittura parietale.

PERISTILIO

In mezzo ai quartieri abitativi di Pompei, i peristili nelle case dei ricchi appaiono come degli spazi virtuali che rimandano a un mondo diverso da quello quotidiano: i paesaggi bucolici di una Grecia idealizzata.

Immagini, ma anche piante e forme architettoniche tramutate dal mondo greco creano un ambiente staccato dalle forme tradizionali dell’abitare, ma anche un’isola dove i confini consueti tra i generi o tra uomini e animali si offuscano.

È così che questi spazi all’aperto diventano un luogo privilegiato per l’esposizione di opere greche o di ispirazione greca, tra cui sculture di ermafroditi e centauri, soggetti della mitologia greca dal carattere ibrido.

Oplontis: Satiro e Ermafrodito; i Centauri

La villa A di Oplontis, con le sue pitture, giardini e sculture di elevata qualità, è espressione del lusso aristocratico, che si ispira alle grandi ville imperiali. La villa, infatti, apparteneva alla famiglia di Poppea, seconda moglie di Nerone.

Il gruppo scultoreo con satiro ed Ermafrodito, a decorazione di un bordo della grande piscina, è un sensuale intreccio di corpi, che richiama la lotta e l’amplesso erotico.

Gruppo scultoreo ermafrodito e satiro esposto alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” al Parco Archeologico di Pompei.

Tra vialetti, aiuole e platani, due coppie di centauri e centauresse erano la scenografica decorazione di una fontana.

La clava, il cinghiale e Il cratere portati dai centauri, così come il cerbiatto, la lira e il plettro delle centauresse alludono alla loro duplice e affascinante natura: selvaggia da cacciatori e, nel contempo, civilizzata dalla musica e dal banchetto.

La Casa di Loreio Tiburtino come “villa miniaturistica in città”

Tra i giardini più interessanti di Pompei vi è quello della casa di Loreio Tiburtino, che ospita una grotta per le ninfe, un triclinio e un biclinio estivi, sui cui letti si poteva cenare all’aperto, cullati dal rumore dell’acqua che scorreva in vasche (euripi).

Foto della sezione casa di Loreio Tiburtino in occasione della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” al Parco Archeologico di Pompei

Il canale superiore era decorato da statuette allusive all’Egitto e al repertorio di personaggi del mondo dionisiaco e di animali selvaggi. Addossata ad un muro perimetrale del giardino, la statua di Ermafrodito usciva dal verde delle aiuole, di inaspettata sensualità.

Sono tutti elementi tipici delle lussuose ville suburbane di grande estensione, racchiusi, in miniatura, nel piccolo spazio di una casa in città del ceto medio benestante.

IL CARRO CERIMONIALE DI CIVITA GIULIANA

A nord delle mura di Pompei, in una villa suburbana in località Civita Giuliana, nel 2020 si sono rinvenute parti di un carro cerimoniale, nell’ambito di campagne di scavo avviate dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con la Procura di Torre Annunziata nel 2017, per contrastare attività clandestine.

Il carro, unico nel mondo romano, è un pilentum con quattro ruote, che era usato da donne con importanti cariche religiose, come sacerdotesse e vestali, o da matrone di alto rango per cerimonie e da fanciulle per le nozze.

Particolare del Carro Cerimoniale di Civita Giuliana esposto alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” al Parco Archeologico di Pompei.

È una sorta di carrozza con seduta, dotata di braccioli e schienale, e cassone ligneo rivestito in bronzo con un ricco apparato decorativo di tipo erotico.

I medaglioni del carro presentano raffigurazioni erotiche con satiri che importunano menadi o ninfe, secondo una tradizione iconografica molto comune in età romana sia per gli affreschi sia per mosaici, sarcofagi e oggetti.

La presenza ben visibile sul retro del carro sembra avere un messaggio esplicito all’eros, diventando anche una metafora matrimoniale, per l’assimilazione delle ninfe alle spose.

Parco Archeologico di Pompei: indirizzo, orari e prezzi

INDIRIZZO: Pompei (NA), Via Plinio, 26;

Mappa di Pompei: Clicca qui  per scaricare la mappa

COME ARRIVARE: Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri) o Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei Santuario); Treno FS Napoli-Salerno (fermata Pompei);

ORARI: La mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” è aperta al pubblico tutti i giorni dal Lunedì alla Domenica dalle 9:00 alle 19:00. Ultimo ingresso alle 17:30;

BIGLIETTO:

Ecco tutte le informazioni utili relative al costo del biglietto, acquistabile anche online, per visitare la mostra:

  • Intero: € 16,00;
  • Ridotto: € 2,00 (cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni);
  • Gratuito: Under 18, Guide turistiche e giornalisti.

Per maggiori informazioni puoi chiamare al +39 081 8575 347, scrivere a pompei.info@beniculturali.it o contattare le pagine Facebook e Instagram del Parco Archeologico di Pompei.

Cosa leggere

Per chi volesse approfondire la conoscenza di alcune delle opere in mostra, consiglio la lettura del saggio “Il mondo nascosto di Pompei. Il carro della sposa, la stanza degli schiavi e le ultime scoperte” a cura di Massimo Osanna e Luana Toniolo.

Leggi anche il mio articolo: “Invito a Pompei”: la mostra a Palazzo Madama

Libro "Il mondo nascosto di Pompei" di Massimo Osanna e Luana Toniolo, di cui si è parlato  in occasione della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” al Parco Archeologico di Pompei

Inoltre, una guida per bambini, I Centauri di Pompei a firma del direttore con disegni di Daniela Pergreffi, si prefigge di spiegare un tema “difficile” ai più piccoli, seguendo le tracce del centauro Mares alla ricerca di una centauressa.

Oltre a godersi il percorso di mostra, lungo il racconto, piccoli e grandi lettori incontreranno una serie di figure centrali del mito antico, da Narciso a Dioniso e Arianna. 

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