“Don Chisciotte”: la mostra al Palazzo Reale di Napoli

“Don Chisciotte”: la mostra

La mostra “Don Chisciotte tra Napoli, Caserta e il Quirinale: i cartoni e gli arazzi”, a cura di Mario Epifani e da Encarnación Sánchez García, è in programma al Palazzo Reale di Napoli fino al 6 Settembre 2022.

L’esposizione illustra la storia della serie di arazzi con Storie di Don Chisciotte della manifattura napoletana, ispirate al romanzo di Miguel de Cervantes.

“Don Chisciotte”: la mostra al Palazzo Reale di Napoli

In mostra i dipinti preparatori messi a confronto con alcuni degli arazzi conservati al Quirinale, le edizioni illustrate della Biblioteca Nazionale di Napoli e lo spartito dell’opera Don Chisciotte della Mancia di Paisiello, dal Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli.

La serie completa dei cartoni

L’esposizione seguirà il racconto del Cervantes attraverso la serie completa dei cartoni – dipinti preparatori per la realizzazione degli arazzi – per la prima volta messi a confronto con alcuni degli arazzi oggi conservati al Quirinale.

Le opere dialogano con le più preziose edizioni tra quelle conservate nella Biblioteca Nazionale di Napoli tra le quali l’edizione principe della prima parte del romanzo pubblicata a Madrid nel 1605 di cui esistono solo 26 copie al mondo, una delle quali è conservata dalla Biblioteca Nazionale.

In mostra anche lo spartito dell’opera Don Chisciotte della Mancia del compositore Giovanni Paisiello, proveniente dal Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli a testimonianza dell’interesse che all’epoca suscitava il racconto dell’ingenioso hidalgo manifestato attraverso varie forme d’arte.

“Don Chisciotte”: Quali opere vedere

Saranno esposti nello spazio della Galleria del Genovese e nella sala XXIV dell’Appartamento Storico 38 cartoni accanto a 7 arazzi (5 con episodi del romanzo e 2 decorativi).

Le opere appartengono alla serie eseguita dalla manifattura napoletana in due riprese, tra il 1757 e il 1779, per arredare la Reggia di Caserta e trasferita dopo il 1870 al Palazzo del Quirinale a Roma.

Un ulteriore arazzo, in prestito dal Museo di Capodimonte, è invece l’unico conservato a Napoli, opera della manifattura francese dei Gobelins.

“Don Chisciotte”: il percorso di visita

Corridoio Genovese

Nel corridoio è esposto il primo arazzo di Piero Duranti è intitolato Don Chisciotte bastonato a letto da un vetturale geloso (1770) da cartone di Antonio Dominici (1769) e una sovrapporta che reca nel tessuto le iniziali FR (Ferdinando Rex).

All’ingresso, in una teca, è in mostra l’editio princeps della prima parte del Chisciotte (Madrid 1605), che non è illustrata e di cui si conoscono solo 26 esemplari, uno dei quali è conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli.

In una seconda teca sono esposti i disegni autografi di Luigi Vanvitelli dell’appartamento del re, conservati alla Biblioteca Nazionale, in cui l’architetto forniva alla Real Fabbrica le misure degli spazi disponibili, sulla base delle quali dovevano essere realizzati gli arazzi, tenuto conto dei 12 panni francesi preesistenti.

Stanza 1 Galleria del Genovese

In questa sala è esporto il secondo arazzo dei 5 provenienti dal Quirinale, Don Chisciotte e Sancio trovano una valigia sulla Sierra Morena (1762), realizzato a Pietro Duranti arazziere romano nominato direttore del laboratorio ad alto liccio dell’arazzeria borbonica a confronto col cartone di Giuseppe Bonito (1761).

Stanza 2 Galleria del Genovese

Nella sala sono esposti gli arazzi di Pietro Duranti La regina Micomicona chiede aiuto a Don Chisciotte (1761) da cartone di Giuseppe Bonito (1760) Don Chisciotte accolto dalla moglie e dal figlio di Don Diego Miranda (1773) dal dipinto dello stesso anno di Benedetto Torre.

Al centro della sala sono esposte la prima edizione illustrata del Don Chisciotte in spagnolo (1671) e la prima traduzione italiana (1677), oltre a una traduzione tedesca (1800-1801) appartenuta alla regina Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando IV di Borbone.

Decisamente più lussuose sono le edizioni in spagnolo pubblicate a Londra nel 1738 e a Madrid nel 1780. Le incisioni che le accompagnano sono qui messe a confronto con i cartoni preparatori per gli arazzi della Real Fabbrica di Napoli.

Stanza 3 Galleria del Genovese

In questa sala sono esposti due arazzi della serie napoletana di Don Chisciotte, Don Chisciotte e Sancio tornano a casa (1772) dal cartone realizzato nel 1770 da Giovan Battista e l’altro che fa parte delle 33 quinte (entrefenêtre) realizzate come elementi decorativi da alternare ai panni con episodi del romanzo, in modo da riempire tutto lo spazio disponibile sulle pareti.

Un terzo arazzo appartiene alla serie dei Gobelins (proveniente dal Museo di Capodimonte) acquistata da Carlo di Borbone verso il 1750, di cui la serie napoletana costituisce una prosecuzione, fedele alla prima nelle cornici decorative (alentours) e finanche nelle iscrizioni in francese che descrivono le singole scene.

È inoltre esposta la partitura del Don Chisciotte di Giovanni Paisiello, opera in musica rappresentata a Napoli per la prima volta nel 1769, proveniente dal Conservatorio di San Pietro a Majella.

Sala XXIV dell’Appartamento Storico

Sono esposte 14 tele tutte conservate nel Palazzo Reale di Napoli che completano la serie dei cartoni.

Restauri

In occasione della mostra è stato eseguito un accurato lavoro di restauro su trenta dipinti e venti cornici e ricostruita una nuova analisi di documenti d’archivio.

Ciò ha consentito di ricostruire le vicende relative al ciclo di arazzi, che tra il Settecento e il Novecento è stato spostato in varie residenze reali, da Napoli a Caserta, passando in seguito a Palermo e al Museo di Capodimonte per arrivare infine al Palazzo del Quirinale, dove oggi il ciclo è interamente conservato.

Prestiti

L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Consolato Generale di Spagna e l’Instituto Cervantes, beneficia di prestiti, oltre che dalla Biblioteca, dal Segretariato Generale per la Presidenza della Repubblica, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dal Conservatorio di San Pietro a Majella.

Le attività didattiche

L’Instituto Cervantes di Napoli ha previsto un calendario che prevede otto visite guidate alla mostra nei mesi di Giugno, Luglio e Settembre, della durata di 45 minuti ciascuna, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dal Conservatorio di San Pietro a Majella.

Il concerto

La sera di sabato 11 Giugno 2022 nel Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli saranno eseguite arie del Don Chisciotte di Giovanni Paisiello, a cura l’Accademia di canto lirico del Teatro di San Carlo di Napoli.

Il catalogo

Il catalogo della mostra è stato realizzato da Editori Paparo, con una tiratura di 1000 copie in un formato maneggevole di 21x27cm (227 pagine), ideale per un’agevole lettura, disponibile presso la biglietteria del Palazzo Reale, al costo di 35 euro.

Informazioni utili

INDIRIZZO: Napoli, Piazza del Plebiscito 1;

COME ARRIVAREMetropolitana Linea 1 fermata Municipio, 10’ a piedi; Bus: Consultare il sito della ANM;

ORARI: La mostra è aperta il pubblico dal Giovedì al Martedì con orario continuato dalle 9:00 alle 20:00. Ultimo ingresso alle 19:00.

BIGLIETTO:

​La visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso dell’Appartamento Storico del Palazzo.

Ecco tutte le informazioni utili relative al costo del biglietto, acquistabile anche online, per visitare la mostra:

  • Intero: € 10,00;
  • Ridotto: € 2,00 (Cittadini CE 18-25 anni);
  • Gratuito: Minori di 18 anni.

Per maggiori informazioni puoi chiamare allo 081 580 8255, scrivere a pal-na@beniculturali.it o contattare le pagine Facebook e Instagram del Palazzo Reale di Napoli.

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